Il Gotico

Introduzione: Il Gotico

In questo post parlerò dei tratti culturali del periodo gotico. La nascita del periodo si attribuisce alla Francia del nord, entro la prima metà del XII secolo. La parola “gotico” è di origine rinascimentale, e significa “barbaro”. Il gotico è l’arte dei monarchi e della borghesia ricca e si dirama su tutti i campi: scultura, pittura e architettura.

Informazioni generali sull’Arte gotica

L’architettura gotica è caratterizzata dallo slancio verticale delle strutture e da una complessa tecnica costruttiva. Questa, grazie all’uso combinato dell’arco a sesto acuto e degli archi rampanti, consente di alleggerire le murature e di aprire ampie finestre. La presenza di grandi finestre favorisce lo sviluppo della tecnica della vetrata.
La pittura gotica raggiunge la sua massima espressione in Toscana, in particolare a Siena e a Firenze. Queste due città esprimono due diversi orientamenti stilistici.
La scultura gotica ha soggetti prevalentemente sacri e compongono grandi cicli narrativi disposti nelle facciate delle cattedrali. Le figure di pietra sostituiscono talvolta gli elementi architettonici: lesene, colonne o pilastri sono infatti scolpiti sotto forma di Santo, Angelo o Profeta.
Tutti i tipi di arte relativi al periodo gotico hanno come tema e soggetto principale la religione: sacre scritture, mosaici raffiguranti santi o angeli, la rappresentazione della madonna ecc.

La pittura gotica in Italia

La pittura su tavola era la specialità della pittura gotica. La "tavola" lignea era di solito preparata scegliendo alcune assi di legno stagionate alcuni anni. Il legno, una volta piallato e levigato, veniva impregnato con una o più mani di colla naturale, la cosiddetta "colla di spicchi", ottenuta facendo bollire e restringere ritagli di pelle animale. Poi si procedeva a fasciare le tavole con una tela morbida, preferibilmente tela vecchia, che veniva poi impresso con almeno due strati di gesso: uno ruvido di gesso grosso, per livellare, ed uno fine di gesso sottile per creare la base pittorica su cui si procedeva disegnando coi carboncini. Lo strato preparatorio era così costituito da un impasto di colla animale unita ad una carica inerte costituita, in Italia, da gesso applicato fino a 8 volte. Se l'opera prevedeva la doratura si stendeva sulla parte da dorare uno strato di bolo, cioè un'argilla rossastra sciolta con acqua e chiara d'uovo. La foglia d'oro veniva poi applicata per rettangoli che venivano "soffiati" su un pennello ed appoggiata sulla superficie con il bolo dopo averla bagnata con acqua e pochissima colla animale. La foglia applicata sulla tavola e dopo l'asciugatura veniva poi schiacciata con il brunitore, una sorta di pennello con una pietra d'agata appiattita, arrotondata e levigata all'estremità, che dava alla foglia un aspetto lucido e metallico. Poi si procedeva a rimuovere le parti in eccesso.
In questo post ho deciso di approfondire la pittura gotica in Italia.
La pittura gotica in Italia raggiunge la sua massima espressione a Siena e Firenze.
A Siena la pittura si distingue per:
La ricerca minuziosa dei particolari;
La raffinatezza della decorazione;
La linea fluida e continua;
La bidimensionalità delle immagini immerse in un’atmosfera favolistica.
Vi operano i pittori Duccio di Buoninsegna, Simone Martini e i fratelli Pietro e Ambrogio Lorenzetti.

Maestà del duomo di Siena

La Maestà del Duomo di Siena era il polittico della Cattedrale senese, dipinta tra il 1308 e il 1311 dall'iniziatore della scuola senese di Duccio di Buoninsegna. È il capolavoro dell'artista ed uno dei dipinti più importanti dell'arte pre-rinascimentale italiana. Il lato principale, quello originariamente rivolto ai fedeli, era dipinto con una monumentale Vergine con Bambino in trono, circondata da un'affollata teoria di santi e angeli su fondo oro.

A Firenze operano, tra gli altri, Cenni di Pepo detto Cimabue e Giotto da Bondone.Cimabue introduce nelle sue opere un nuovo senso di umanità: i volti delle Madonne esprimono dolcezza materna, così come il Cristo crocifisso porta in sé la tragicità della sua vicenda umana. Giotto raffigura i soggetti religiosi come fossero reali, i Santi come fossero uomini comuni. I suoi personaggi sono caratterizzati da una marcata espresione dei volti e dei gesti, tanto che sembrano compiere azioni concrete. Egli si fa così interprete del nuovo spirito della Firenze tra Duecento e Trecento, in cui ricchi mercanti, imprenditori e finanzieri vivono i valori religiosi in una dimensione più laica, più “umana”. Con Giotto lo spazio è rappresentato in modo tridimensionale, grazie all’uso della prospettiva intuitiva e all’individuazione dei piani di luce e in ombra degli edifici. Egli abolisce il fondo dorato e il cielo diviene d’un azzurro luminoso e intenso.

Crocifisso di Santa Maria Novella

Il corpo di Cristo è appoggiato contro un pannello decorato. Ai lati del braccio corto della Croce sono dipinti poi la Vergine a sinistra e San Giovanni a destra. In alto al sommo della Croce è dipinto un rettangolo rosso con le insegne di Cristo.
Il corpo di Gesù è magro e visibilmente provato dalla Passione che lo ha portato alla morte. Infatti sulla sinistra del torace è visibile un fiotto di sangue che esce dalla ferita a l costato. I capelli lunghi e biondi ricadono scriminati al centro mentre una leggera barba incornicia il mento. Dalle ferite alle mani scendono altri rivoli di sangue come dal costato e dai piedi. Intorno ai fianchi è stretto un velo e i piedi in basso sono fissati alla croce da un grosso chiodo.
Infine il legno è fissato alla roccia dipinta all’interno del basamento trapezoidale. Sul teschio e su alcune ossa si deposita il sangue che scende in basso.



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